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01.02.11 10:01 Il y a: 6 yrs

TRASPORTI - Accordo di bilinguismo

Categorie: Actus SAVT Actus SAVT

 

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UN ESEMPIO PARTICOLARE DI ACCORDO SINDACALE UNITARIO

Il bilinguismo al Traforo del Monte Bianco.

Il Traforo del Monte Bianco, infrastruttura internazionale di grande comunicazione posta a cavallo tra due Paesi europei, non è né francese né italiano: o meglio, è tutte e due le cose insieme o, se si preferisce, è una realtà binazionale che dal 2002 viene gestita da un organismo unitario, il GEIE-TMB. A questo organismo le due Società concessionarie del traforo, l’italiana SITMB e la francese ATMB, hanno affidato il compito di far funzionare l’infrastruttura nel suo complesso, senza distinzione fra la parte che si trova fisicamente in territorio italiano e quella che si trova in territorio francese, avvalendosi di personale che per circa la metà fonda il suo rapporto di lavoro su un contratto di diritto italiano  e per l’altra metà su un contratto di diritto francese. Tutti i dipendenti, senza distinzione di nazionalità, operano sull’intera infrastruttura, non importa se al di qua o al di là del confine, e le squadre di lavoro sono miste. In questo senso il GEIE-TMB non ha fatto che anticipare una tendenza che sta diventando generalizzata per tutti i tunnel internazionali europei, e ciò non solo perché così impongono recenti norme comunitarie ma soprattutto perché l’esperienza dimostra che senza una gestione unica e comune e senza spirito di squadra non si può ottenere alcun risultato apprezzabile. 

Lo spirito di squadra, appunto: se non è sempre facile crearlo tra soggetti che hanno le stesse abitudini, che appartengono alla stessa cultura e parlano la stessa lingua, ancora più difficile è ottenerlo se le persone parlano lingue diverse e hanno difficoltà a comunicare tra di loro. Spieghiamoci con un esempio: oggi una squadra di calcio che fosse formata per metà dai migliori giocatori francesi e per metà dai migliori giocatori italiani sarebbe probabilmente imbattibile. Ma se i giocatori collaborassero tra di loro solo per gruppi nazionali, se non fossero in grado di parlare e di intendersi tutti insieme, se per esempio i francesi passassero la palla solo ai francesi e gli italiani solo agli italiani, lo spirito di squadra non si realizzerebbe mai e il risultato della partita sarebbe disastroso. E ancora di più lo sarebbe se la squadra fosse diretta da due allenatori, da due teste diverse e incapaci di stabilire una strategia comune di gioco. Nel calcio, come in tutte le attività in cui il collettivo conta quanto e forse più delle qualità individuali, capirsi e collaborare è di fondamentale importanza. Ma per capirsi è necessario comunicare, e il mezzo per comunicare è la lingua. Nessuno pretende che si rinunci alla propria lingua nativa, ma bisognerà pure trovare il modo di intendersi. La risposta è il bilinguismo, almeno nella misura minima corrispondente alle necessità del gioco o – nel nostro caso – del lavoro comune. 

In una azienda binazionale, come il GEIE-TMB, la capacità di comunicare nelle due lingue di riferimento, il francese e l’italiano, è un requisito importante sia ai fini della comunicazione interna – tra gli stessi lavoratori, nell’ambito delle mansioni che essi svolgono in azienda – sia ai fini della comunicazione esterna – con la clientela, cioè con le persone che utilizzano l’infrastruttura, e con le imprese, i fornitori, gli interlocutori locali dell’una e dell’altra nazionalità. Questo obiettivo, a 6 anni dalla creazione del GEIE come organismo unitario di gestione del TMB, non può ancora dirsi raggiunto, e ciò anche in considerazione della realtà transfrontaliera disomogenea da cui provengono i lavoratori italiani e francesi (Valle d’Aosta e Alta Savoia non dispongono di percorsi scolastici e di abitudini paragonabili in materia di bilinguismo). Ne consegue che al personale francese si richiede una maggiore disponibilità al fine di compiere un percorso di formazione che permetta di acquisire un livello di conoscenza della lingua italiana adeguato alle esigenze aziendali e alle mansioni assegnate.  Se, infatti, è augurabile che tutti, senza distinzione di nazionalità, raggiungano una buona capacità di comunicare in entrambe le lingue, questa capacità appare di particolare rilevanza nelle mansioni che comportano un contatto diretto con il pubblico (in situazioni standard come in situazioni di emergenza) e quelle in cui una incomprensione  potrebbe mettere in difficoltà il dipendente stesso e compromettere la sicurezza sua, dei suoi colleghi e dei clienti del Traforo.  

Consapevole di queste esigenze, il Comitato di direzione del GEIE-TMB ha manifestato la propria disponibilità ad incentivare in modo concreto lo sviluppo e il miglioramento del bilinguismo, ed i Sindacati dei lavoratori hanno accettato di esaminare la proposta al fine di trovare un’intesa soddisfacente. Su queste stesse pagine abbiamo già avuto modo di spiegare come il dialogo sociale al TMB si sia evoluto in funzione della particolare realtà aziendale, consentendo di istituire tavoli di trattativa (“Sistema di regole del GEIE-TMB”) in cui il confronto con la parte datoriale avviene alla presenza congiunta dei rappresentanti sindacali italiani e francesi, con la finalità di pervenire alla stipula di accordi aziendali unitari. L’intesa recentemente raggiunta sul bilinguismo è un esempio tipico e significativo di accordo unitario che impegna l’azienda e i lavoratori – tutti i lavoratori, italiani e francesi allo stesso modo – sui contenuti e sugli obiettivi concordati. 
 

Entrando nel merito della questione, va dato atto al Comitato di direzione del GEIE-TMB di avere messo sul tavolo risorse significative al fine di ottenere il risultato atteso. L’accordo aziendale sul bilinguismo pone infatti a carico dell’azienda un impegno economico rilevante che si concretizza sostanzialmente i due forme:

  • il pagamento di una indennità mensile di bilinguismo rapportata al livello di competenza maturata dal singolo lavoratore;
  • l’assunzione di un’insegnante delle due lingue con obbligo di presenza a tempo pieno in azienda.

 Sul primo punto, fermo il principio di un riconoscimento economico per lo sforzo di miglioramento compiuto dai lavoratori, si è trattato in via preliminare di definire dei livelli di competenza fondati su criteri oggettivi, in base ai quali articolare l’importo dell’indennità. La scelta è caduta sui criteri stabiliti dal CECR (Cadre Européen Commun de Référence) che hanno permesso di individuare 6 gradi di bilinguismo:

  • principiante, livelli A1 e A2
  • intermedio, livelli B1 e B2
  • avanzato, livelli C1 e C2

L’accordo unitario prevede che l’obiettivo minimo aziendale verso il quale ogni dipendente deve tendere è il livello B1 (comprendere messaggi chiari in lingua standard su argomenti che si presentano al lavoro, a casa, nel tempo libero; comunicare in situazioni tipo che si possono incontrare viaggiando; produrre un discorso semplice e coerente su argomenti di interesse personale o professionale), ma per certe mansioni specifiche è richiesto un livello superiore. Per questo motivo l’indennità di bilinguismo viene riconosciuta a partire dal raggiungimento del livello B1 (euro 60 mensili lordi per 12 mesi) e sale a 70, 90 e 100 euro rispettivamente per i livelli B2, C1 e C2.  Dopo una  prima valutazione finalizzata a definire il livello di partenza in cui si trova ciascun lavoratore, ogni anno viene effettuata una nuova valutazione riservata a coloro che non possiedono ancora il livello B1. Chi è già di livello B1, ma ritiene di poter accedere ad un livello superiore grazie a nuove attività di studio e formazione, dopo 30 mesi può richiedere una rivalutazione. In ogni caso ogni 5 anni sarà effettuata una rivalutazione sistematica per tutti i lavoratori. I nuovi assunti dovranno dimostrare di possedere il grado di bilinguismo corrispondente alla mansione cui sono assegnati, e qualora non lo possiedano si devono impegnare a raggiungerlo entro 6 mesi frequentando un corso di formazione in azienda.  

Sul secondo punto, al fine di favorire il miglioramento delle competenze linguistiche (e del correlato incentivo economico) l’azienda si è impegnata ad organizzare specifiche attività formative. Quanto a metodologia, è previsto che non venga seguito un percorso di tipo “scolastico” tradizionale, ma che vengano utilizzate unità didattiche elaborate in base alle reali esigenze comunicative, tipiche della mansione alla quale il lavoratore è addetto. Le attività sono programmate in modo flessibile in base alle disponibilità di ciascuno, e possono essere organizzate individualmente o in piccoli gruppi di studio, anche sul posto di lavoro. L’insegnante delle due lingue assunta dal GEIE-TMB è a disposizione in azienda dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 16:30. La formazione obbligatoria per raggiungere il livello minimo previsto è dispensata durante le ore lavorative o, se ciò non è possibile per motivi di servizio, in orario extra-lavorativo retribuito o recuperato nel “Conto Risparmio Tempo” (una specie di banca ore di cui dispongono i lavoratori con contratto di diritto francese). 

L’accordo aziendale unitario, di cui abbiamo delineato gli aspetti essenziali, è stato sottoscritto dalla RSU del GEIE-TMB (Renato Jorioz e Andrea Silvani per il SAVT-Trasporti; Carlo Farinet per FILT-CGIL; Domenico Crea per FILT-CISL) e dai rappresentanti sindacali regionali dei trasporti (per SAVT-Trasporti, il segretario regionale Alessandro Pavoni). Per la parte francese hanno firmato i delegati sindacali delle sigle CFDT, CGT, FO e CFTC. 

In conclusione, abbiamo motivo di ritenere che si tratti di un accordo unitario di particolare significato e interesse, sia sotto il profilo della crescita personale e professionale dei lavoratori  (ai quali è richiesto un impegno, compensato da un adeguato riconoscimento economico, per migliorare la qualità delle proprie prestazioni), sia sotto il profilo della responsabilità connessa alla sicurezza della gestione del traforo, per la quale – stanti le caratteristiche binazionali della infrastruttura – il bilinguismo è un elemento di non secondaria importanza.                                                                                            Il segretario del settore Trasporti                                                                                                  Pavoni Alessandro


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